Sino a poche settimane fa, non avevo mai pensato alla possibilità di occuparmi a tempo pieno di politica, e tantomeno di candidarmi alle elezioni politiche.
Come ho avuto modo di raccontare tante volte, le circostanze che mi hanno portato alla decisione di candidarmi per la Camera dei Deputati sono giunte completamente inaspettate.
Questo non significa però che “la politica” non abbia alcun punto di contatto con quello di cui mi sono occupato sino ad ora. Anzi. Sono convinto che l’impegno politico per me possa essere un naturale sviluppo della straordinaria esperienza che ho fatto in Compagnia delle Opere. E sono convinto che tale esperienza possa portare alla politica un contributo prezioso di esperienze, contenuti e riflessioni su tanti fronti: dal tema dell’impresa e dell’intrapresa a quello delle politiche sociali, dal tema del non profit a quello del lavoro e a tanti altri con cui sono entrato in contatto diretto.
Recentemente mi è capitata tra le mani un’intervista che avevo rilasciato lo scorso inverno. Alla giornalista, che mi chiedeva se avessi mai pensato di scendere in politica, avevo dato questa risposta: “Secondo lei lavorare con tante realtà economiche e di risposta ai bisogni, non è già fare politica? Chiedere un mercato del lavoro per cui chi non ha un’occupazione possa realmente trovarla, non è politica? E si potrebbe continuare a lungo con una serie di attività di Cdo che hanno questo genere di orizzonte. Fare queste cose per noi significa scendere in campo per la res publica, cioè per il bene comune”.
Per questo motivo non vivo la mia candidatura come un salto nel buio, ma sento che questa scelta si appoggia all’esperienza di Compagnia delle Opere, al suo mettersi al servizio delle imprese e delle realtà associate in difesa del bene comune.
lunedì 17 marzo 2008
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2 commenti:
Da socio CDO dico che io non vedo certo una discontinuità, credo che la politica sia utile se si pone come possibilità di aiutare la libertà di persone, famiglie imprese e organizzazioni.
In questi giorni sto seguendo la campagna elettorale nazionale, ma anche locale, nel paese dove vivo si vota per le comunali.
Una realtà che dovrebbe essere più vicina ai cittadini, ma quello che traspare dai discorsi della gente, è una diffidenza per la politica, vista come un'attività fatta dai furbi per soddisfare il proprio interesse, oppure, un'esperienza inutile, fatta da idelaisti che ancora credono in una politica 'impossibile' a servizio dell'uomo.
Io credo invece una politica a servizio del bene comune sia possibile e indispensabile, per questo abbiamo bisogno di gente che ce lo dimostri con i fatti, che lo testimoni ai giovani. Ecco perchè ti auguro ogni bene, perchè il compito è arduo ma non impossibile, soprattutto se il cammino è fatto insieme a persone che seguono la stessa strada. Buon Lavoro.
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