I cinque anni che ho trascorso in Compagnia delle Opere sono stati un’occasione straordinaria di entrare in contatto diretto con i veri protagonisti del tessuto economico italiano: gli imprenditori, soprattutto i piccoli imprenditori, quelli che – pur trascurati dalle grandi cronache e molto spesso anche dalla preoccupazioni di chi decide le politiche del Paese – creano occupazione e ricchezza, sostengono lo sviluppo, e portano nel mondo il valore della nostra capacità di intrapresa.
Anche in questi giorni di incontri con le realtà, le opere e la gente della circoscrizione in cui sono candidato (Lombardia 2, ovvero la fascia settentrionale della Regione) mi capita spesso di incontrare imprenditori e aziende straordinarie. Venerdì scorso sono tornato volentieri nel lecchese, una terra straordinaria dove avendo insegnato per diversi anni Management dell’innovazione nel Polo locale del Politecnico, ho potuto conoscere in profondità il tessuto della ricerca, quello produttivo, e quello delle realtà non profit.
Queste zone sono ricche di aziende che negli anni scorsi hanno investito in ricerca e innovazione, e oggi si trovano più forti e competitive di chi aveva scelto di delocalizzare nell’est europeo per ridurre i costi.
Un esempio che sintetizza tutto il valore di questa imprenditoria è quello della Premax: tante imprese di un distretto storico come quello di Premana, svantaggiato dal punto di vista delle infrastrutture, sono state capaci di mettersi insieme per affrontare la sfida dei mercati interno ed esteri, basandosi sulla qualità del proprio capitale umano. In questi anni difficili, il fatturato di tale distretto è cresciuto costantemente. E pensare che c’era chi ne pronosticava un rapido e ineluttabile declino. Innovazione, rete tra imprese, valorizzazione del capitale umano, internazionalizzazione: questi i principali ingredienti del successo non solo di un’azienda, ma di tutto questo territorio che può contare anche sulla qualità dell’istruzione, dalla scuola dell’obbligo fino alle superiori: in questi anni a Lecco e nella provincia, molti genitori che hanno a cuore innanzitutto l’educazione dei loro figli hanno dato vita a scuole nuove o sono subentrati a realtà educative che lasciavano il territorio.
Di fronte a tutto ciò appare evidente quale sia il vero ruolo della politica: sostenere una creatività, una libera iniziativa che sono già in atto, che sono già esperienze concrete di cambiamento. Mettersi al servizio di ciò che nasce dalla società. In una parola: una vera politica di sussidiarietà.
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